La lettura delle favole in classe diventa educazione emotiva

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Ci sono mattine che non si limitano ad accadere. Restano per sempre con me e negli occhi dei bambini, nelle loro domande improvvise, nei disegni che arrivano il giorno dopo, nei silenzi pieni di attenzione e in quelle parole spontanee che escono quando una storia riesce a toccare qualcosa di vero.

Giovedì 28 maggio 2026 ho avuto la gioia di portare La Quercia d’Oro e le creature del bosco magico all’interno delle Scuole Farlottine San Domenico di Bologna, incontrando due classi terze della scuola primaria. È stata una mattinata semplice nella sua struttura, ma profondissima nel suo significato: una lettura di favole in classe, un dialogo aperto con i bambini, un viaggio dentro il bosco per affrontare tematiche come la resilienza, le emozioni, la paura, il coraggio, l’insicurezza e il bullismo.

Un’esperienza che mi ha confermato, ancora una volta, quanto le favole possano diventare strumenti educativi potenti, capaci di parlare ai bambini senza forzature, senza prediche e senza distanze. Continua a leggere

Autostima fragile nei giovani: social, educazione e intelligenza artificiale

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Cosa sta cambiando davvero nelle nuove generazioni

Da oltre trent’anni lavoro con ragazzi, famiglie e professionisti accompagnandoli in percorsi di analisi e sviluppo delle attitudini. (scopri la mia professione di Consulente di Direzione Personale). In questo tempo ho osservato migliaia di storie diverse, ma negli ultimi anni un elemento è emerso con una forza sempre più evidente: la crescente fragilità dell’autostima, soprattutto nei più giovani.

Non parlo della normale insicurezza che accompagna alcune fasi della crescita. Quella è sempre esistita. Parlo di qualcosa di più profondo: la difficoltà nel costruire un senso di sé stabile, autonomo e resistente.

Sempre più ragazzi sembrano oscillare tra momenti di apparente sicurezza e improvvisi crolli interiori. Ragazzi intelligenti, sensibili, preparati, ma profondamente dipendenti dal giudizio esterno. Ragazzi che spesso non riescono a riconoscere il proprio valore senza una conferma continua proveniente dall’ambiente.

A un certo punto mi sono posto una domanda semplice, ma fondamentale:

Perché oggi è diventato così difficile costruire una autostima solida? Continua a leggere

Cosa possiamo imparare davvero da Alex Zanardi?

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Cercherò di ricordare Alex Zanardi come faccio di solito, con qualche aneddoto personale e qualche ricordo. E mi scuso se qualche dettaglio magari sarà sfuocato, dopo oltre trent’anni.

Subito mi viene in mente questa riflessione. D’ora in poi chi avrà il coraggio di provare a raccontarsela? Quando ascolti una frase come “Non pensare a ciò che ti manca. Chiediti cosa puoi fare con ciò che ti resta” la cultura degli alibi muore davvero in quel momento. Ogni scusa appare ridicola, inutile e fuori dal tempo. Continua a leggere

La lenta agonia del pensiero critico

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Introduzione – Quando pensare diventa faticoso

Negli ultimi mesi mi sto facendo una domanda che mi accompagna sempre più spesso, quasi come un rumore di fondo: il pensiero critico sta morendo?
E se sì, non per mancanza di intelligenza, ma per mancanza di allenamento?

Viviamo in un tempo che chiede velocità, sintesi, reazioni immediate. Uno spazio in cui chi prova ad approfondire viene spesso etichettato come lento, complesso, complicato.
Eppure, nel mio lavoro di profiler, il pensiero critico non è un optional: è una competenza centrale, una delle più richieste dalle aziende oggi, una delle più fragili.

Il rischio che intravedo è questo: se non alleniamo il cervello a pensare in profondità, sarà il cervello stesso a smettere di chiederlo. Continua a leggere

Regali Aziendali Natale 2025 – La Quercia d’Oro

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Ecco il primo video della serie dedicata ai Regali Solidali 2025. Questa collana di brevi contenuti nasce per accompagnare aziende e persone a scoprire un modo diverso di vivere il Natale: un dono che unisce valore, senso e responsabilità. In questo primo episodio parliamo dei regali aziendali solidali per il mondo B2B: un gesto che rafforza identità, cultura interna e impatto sociale. Continua a leggere

Come dire “no” ai figli per proteggerli: 5 consigli per guidarli a crescere sicuri e felici

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Immagina una nave in mezzo al mare: senza un capitano che sappia prendere decisioni, resta in balia delle onde.
Molti bambini oggi vivono così: in famiglie amorevoli, ma senza una guida ferma. Non per mancanza di amore, ma perché nella paura di sbagliare si rinuncia a dire “no”.
Eppure, come scrive Asha Phillips nel best seller I no che aiutano a crescere, un “no” chiaro e motivato è una delle forme più alte di protezione e amore.

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La sera della notte prima

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Il rito  della preparazione e dell’attesa. C’è un momento che, per gli appassionati di funghi, ha quasi lo stesso sapore della partenza di una gara o dell’attesa di una finale: la sera della notte prima.
Non sei ancora nel bosco, ma la mente ci è già entrata. I pensieri iniziano a correre veloci, come se il raccolto fosse già lì ad aspettarti.

Il rito comincia con gesti semplici e antichi: controllare il cestino, il bastone, lo zaino. Sistemare le mappe, preparare le scarpe che domattina si infileranno quando fuori sarà ancora buio. È un momento di concentrazione e insieme di leggerezza, in cui l’immaginazione corre più veloce del sonno. Continua a leggere

A piedi nudi tra le stagioni: da Shinrin-Yoku a Barefoot Walking sullo Ionio

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Ogni stagione ha il suo passo. In autunno e inverno, il mio è quello lento e assorto dello Shinrin-Yoku — i “bagni nella foresta” giapponesi — tra il fruscio delle foglie e il respiro degli alberi. In estate, invece, il mio passo diventa leggero e salato: Barefoot Walking, le passeggiate a piedi nudi sulla sabbia e i bagni di sole, proprio come mi hanno insegnato i miei genitori quando ero bambino, qui sulle coste calabresi.
Questa volta il mio cammino estivo inizia qui, a Soverato, sulla costa ionica, dove l’alba veste di luce la spiaggia bianca e il mare sembra una promessa antica. Continua a leggere

Si può provare ansia fin da piccoli? E perché?

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Si può provare ansia fin da piccoli? E perché? Buone pratiche per genitori che vogliono farli uscire dall’affanno. È proprio vero, si può provare ansia fin da piccoli, anche se a volte si fatica a riconoscerla. Perché?

Nei primi sei o sette anni di vita, i bambini attraversano un intenso periodo di formazione emotiva. È in questi anni che si strutturano le “mappe” interiori, quelle che indicano al bambino se fidarsi del mondo, se sentirsi all’altezza, se il suo modo di essere verrà rinforzato positivamente oppure al contrario, addirittura corretto dall’ambiente in cui cresce e si sta sviluppando. Continua a leggere