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Il rito  della preparazione e dell’attesa. C’è un momento che, per gli appassionati di funghi, ha quasi lo stesso sapore della partenza di una gara o dell’attesa di una finale: la sera della notte prima.
Non sei ancora nel bosco, ma la mente ci è già entrata. I pensieri iniziano a correre veloci, come se il raccolto fosse già lì ad aspettarti.

Il rito comincia con gesti semplici e antichi: controllare il cestino, il bastone, lo zaino. Sistemare le mappe, preparare le scarpe che domattina si infileranno quando fuori sarà ancora buio. È un momento di concentrazione e insieme di leggerezza, in cui l’immaginazione corre più veloce del sonno.

I ricordi d’infanzia

Dietro a questi preparativi ci sono sempre i ricordi d’infanzia: le partenze con papà, gli zii, i cugini. Le strade scure illuminate appena dai fari, le voci un po’ assonnate in macchina, il cuore che batteva forte come prima di una gara.
E poi i sogni: quello di un raccolto straordinario, quello di trovare il porcino più grande mai visto, quello di vivere una giornata con il sapore dell’avventura.

Il legame con le favole

Domani partirò anch’io per l’Appennino. Camminerò in quei luoghi che mi hanno ispirato alcune delle mie storie, tra cui la favola di Porcettino, il fungo timidino, che è nato proprio qui, tra queste valli.

quercia

Foto dal bosco – Foglia di quercia che sembra d’oro – Paolo Morabito

Ogni volta che torno, mi sembra di entrare in un libro che conosco già ma che riesce sempre a sorprendermi con una nuova pagina, un nuovo dettaglio, un nuovo insegnamento.

La magia della vigilia

Forse è proprio questo il senso della sera della notte prima: non è solo l’attesa di un’uscita nei boschi, ma è il modo in cui ci prepariamo a un incontro con noi stessi. È il momento in cui coltiviamo aspettative, sogni, emozioni che ci tengono vivi.
Un po’ come nello sport: la vigilia è già parte della sfida, e spesso racchiude il meglio della passione.

La sera della notte prima ci ricorda che, in fondo, non conta soltanto quello che troveremo domani, ma il fatto che siamo pronti a partire, a prescindere dal risultato.


Pillole di mentalità sportiva

Il ritorno. Anche oggi sono rientrato a mani vuote. Nel bosco nessun fungo, ore di camminata senza esito. Eppure le condizioni sembravano buone. Le applicazioni specializzate sul web lasciavano presupporre nascite interessanti nella zona appenninica bolognese, i racconti di chi era stato nel bosco confortanti. Invece, niente di niente.

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Bosco di castagno misto a quercia – Foto Paolo Morabito

Anche ogni atleta o ogni professionista conosce il valore della vigilia: è lì che si preparano non solo i muscoli, ma soprattutto la mente. La stessa cosa accade al cercatore di funghi, al viaggiatore o a chiunque coltivi una passione.

I riti, le attese, le emozioni della partenza ci allenano a vivere con intensità il presente e ad accogliere l’incertezza del domani.
Perché ciò che fa la differenza non è mai soltanto il risultato, ma la capacità di dare senso al cammino che ci porta fin lì. E anche questa volta è stato così. Si può perdere e si può vincere ma ciò che conta è sapere di aver fatto tutto il possibile per prepararsi alla partita nel modo migliore.

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